Tumore alla mammella, più possibilità di guarigione grazie all’approccio ‘breast unit’

ASST mette in campo un percorso multidisciplinare unico in provincia di Mantova. Ogni anno circa 350 nuovi casi  di neoplasia mammaria. Cruciale la diagnosi precoce

La Breast Unit è un centro specializzato nella diagnosi e nel trattamento del tumore al seno. Coinvolge numerosi specialisti appartenenti a diverse strutture, in buona parte dedicati esclusivamente alla gestione della  patologia mammaria. La Breast Unit non ha un luogo fisso, ma rappresenta un’unità operativa funzionale con lo scopo di unire competenze diverse, tutte specializzate e finalizzate al prendersi cura e curare donne affette da neoplasia mammaria.

Il tumore al seno è una malattia piuttosto complessa, che richiede fin dall’inizio un corretto inquadramento. Può presentarsi sotto forma di espressioni cliniche, istologiche e biologiche diverse, e richiedere pertanto trattamenti diversificati da persona a persona. È stato dimostrato che essere curati all’interno di una Breast Unit aumenta del 18 per cento la probabilità di guarigione.

I casi vengono pertanto discussi collegialmente in modo tale che sia proposta, per una paziente con quella specifica tipologia di neoplasia mammaria, la miglior soluzione possibile. E tutto questo seguendo rigorosamente le più aggiornate linee guida, protocolli e raccomandazioni, raggruppate all’interno di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale aggiornato ogni 1-2 anni. Un processo organizzato, costituito da strumenti e servizi che vengono messi a disposizione delle pazienti per una risposta il più possibile completa.

Ogni Breast Unit deve avere dei requisiti ben specifici, individuati nel 2000 da EUSOMA (European Society of Mastology), aggiornati nel 2013 e nel 2020, approvati nel 2002 dal Parlamento Europeo, nel 2014 dalla Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome, le quali, a partire dal 2016, avevano l’obbligo di individuare all’interno del loro territorio di competenza le strutture che potevano soddisfare i requisiti richiesti. In provincia di Mantova l’unica Breast Unit autorizzata a curare una paziente affetta da neoplasia mammaria è quella di ASST-Mantova.

Quali sono i principali requisiti richiesti? Prima di tutto devono essere trattati ogni anno almeno 150 nuovi casi di neoplasia mammaria e ogni chirurgo senologo deve operare almeno 50 casi all’anno. La Breast Unit deve essere dotata di specialisti dedicati quali chirurgo senologo e oncoplastico, radiologo, oncologo, patologo, radioterapista, genetista, ginecologo, medico nucleare, fisiatra, fisioterapista, psicologo, nutrizionista, infermiere, tecnici di radiologia e data manager. Viene auspicata la collaborazione con associazioni di volontariato. La Breast Unit ha un coordinatore clinico. Vanno assicurate tempestività di diagnosi e di trattamento.

Ogni caso clinico è discusso prima e dopo il trattamento chirurgico all’interno di riunioni multidisciplinari, con una cadenza almeno settimanale. Viene valutata la necessità di inviare a consulenza genetica pazienti ad alto rischio genetico o familiare. Nelle pazienti molto giovani si offre la possibilità di crioconservare gli ovociti per una futura gravidanza.

Il protocollo diagnostico-terapeutico dell’ASST di Mantova è stato suddiviso in 5 fasi.

Fase diagnostica La diagnosi di neoplasia mammaria è a carico del radiologo-senologo e dell’anatomo-patologo. È auspicabile che la diagnosi di neoplasia mammaria avvenga all’interno di programmi di screening o periodici esami mammografici. La miglior prognosi si ottiene con una diagnosi precoce, cioè quando la neoplasia non è ancora palpabile.  La corretta diagnosi clinico-strumentale, istologia e biologica di una neoplasia permette di stabilire da subito il miglior programma terapeutico per la paziente.

Fase di valutazione decisionale Si tratta della fase in cui il meeting multidisciplinare stabilisce il programma terapeutico.

Fase di trattamento Può essere direttamente un intervento chirurgico o un trattamento chemioterapico preoperatorio (chemioterapia primaria o neoadiuvante). Dopo l’intervento chirurgico, preceduto o meno dalla chemioterapia, il caso clinico viene di nuovo ridiscusso al meeting multidisciplinare. Si programmano in quel momento i successivi trattamenti (radioterapia, ormonoterapia o altro).

Fase riabilitativa Durante le fasi precedenti intervengono a più riprese altri specialisti che si occupano della riabilitazione psico-fisica della paziente: psico-oncologo, fisiatra e fisioterapista, nutrizionista.

Al termine della fase di trattamento viene predisposto il follw-up, cioè un programma personalizzato di controlli che dura 5 anni in cui chirurghi, oncologi e radioterapisti valutano a turno la paziente, con cadenza generalmente semestrale, prescrivendo esami di controllo a seconda dello stadio della malattia e del rischio clinico della stessa. Dopo 5 anni dall’intervento la paziente esce dal follow-up ma continua ad eseguire i controlli mammografici e clinici ogni anno.

Massimo Busani, direttore Chirurgia Senologica ASST Mantova

 

Massimo Busani, responsabile della struttura di Chirurgia Senologica di ASST Mantova, che insieme ad altre strutture fa parte della Breast Unit aziendale.

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