Mente e corpo: due facce della malattia cardiaca, un unico approccio

In Riabilitazione Cardiorespiratoria supporto psico-educativo e medico-sanitario per i pazienti

di Federica Lodi Rizzini, Ivanna Dyachysyn, Paolo Prozzo
Struttura Psicologia Clinica ASST Mantova

 

Un problema cardiovascolare è un evento acuto che colpisce la persona nella sua interezza mettendo a dura prova il suo equilibrio psichico. Il paziente, una volta dimesso, deve reintegrarsi nell’ambiente familiare, sociale e professionale, percependo spesso però mutate quelle che erano le sue certezze e i suoi ruoli.

È cosi nata  la necessità di una visione multidisciplinare del soggetto ammalato, in considerazione dei vari aspetti che concorrono a determinare la qualità di vita di questi pazienti. L’obiettivo del gruppo multidisciplinare della struttura di Riabilitazione cardiorespiratoria, composto da cardiologi, psicologi, infermieri, fisioterapisti e OSS, è la ricerca degli strumenti più idonei per migliorare la salute del paziente in termini di qualità di vita, come risultante dell’interazione tra stato clinico e capacità funzionale. Questa prospettiva ha permesso la creazione, da otto anni a questa parte, di una cura di rete, creando dei collegamenti tra le varie mansioni disciplinari.

Date queste premesse, è stato elaborato un piano di cura che offre ai pazienti di tale reparto un supporto psico-educativo insieme a quello medico-sanitario. La figura dello psicologo diventa quindi fondamentale perché aiuta i pazienti a discutere delle loro componenti psicologiche, delle esperienze vissute e a fare ipotesi sul futuro. Gli interventi degli psicologi si realizzano attraverso incontri di gruppo con i pazienti e i loro familiari, in cui si affronta la tematica della malattia e dell’intervento, ponendosi in una prospettiva che valorizza la persona nella sua totalità e non semplicemente il paziente come caso clinico.

Lo psicologo aiuta paziente e familiari ad affrontare tematiche sostanziali come l’autogestirsi una volta ritornati nel proprio ambiente domestico, diventando riabilitatori di se stessi. Lo psicologo funge da facilitatore per imparare ad accettare la realtà e ad elaborare l’esperienza della malattia e come essa viene rappresentata dal paziente, aiutandolo a comprendere le due differenti velocità di riabilitazione a cui viaggiano mente e corpo.

Il gruppo ha la funzione di implementare un corretto stile di vita basato su una rappresentazione più dinamica del concetto di salute, che non risiede in una distinzione salute–malattia, ma nella capacità di imparare ad ascoltare il nuovo cuore, sia fisico che morale, al fine di avere una buona qualità di vita. In questa prospettiva il gruppo diventa un gruppo di auto mutuo aiuto.

Riteniamo che un approccio terapeutico che integri sia l’aspetto fisico sia quello psicologico del paziente, sia una modalità riabilitativa più efficace. È sempre più forte la necessità di un percorso di sostegno psicologico per il paziente che si ritrova a dover riprendere la propria vita dopo l’evento malattia. Attraverso l’intervento dello psicologo il paziente viene aiutato a ricostruire una nuova immagine di sé, un nuovo adattamento e nuovi orizzonti, grazie ad una visione totalitaria dell’individuo, inteso non solo come paziente in senso ristretto, ma come persona con un proprio risvolto psicologico.

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