Mamme in giardino: un’esperienza oltre i limiti

Incontri fra donne e operatrici in uno spazio esterno, si è parlato di parto, rientro a casa, conciliazione famiglia-lavoro

Lo scorso inverno è stato per tutti un inverno lungo, buio e sofferto.

Tra i numeri della pandemia, le direttive sempre più stringenti e le notizie poco rassicuranti ci ritrovavamo ogni mattina nel nostro Consultorio a scambiarci parole di conforto, desiderose di continuare ad offrire un servizio di qualità alle consulenze individuali richieste dalle neomamme e neopapà.

Le famiglie che abbiamo continuato ad incontrare durante i vari lockdown, sia nei percorsi di gravidanza che di puerperio, non chiedevano solo ascolto e sapere tecnico professionale, ma denunciavano solitudine, tristezza e senso di smarrimento e chiedevano la possibilità di essere accompagnate in quest’esperienza della neo maternità in un modo diverso, “alla pari”, evidenziando la particolare difficoltà di sentirsi genitori in un’epoca cosi segnata dall’incertezza e dall’isolamento.

L’incertezza del futuro, del resto, segna profondamente l’esperienza di qualsiasi genitore, che auspica per il proprio figlio un “futuro migliore”.

È stato proprio in questo lungo inverno, quando ancora si usciva con sciarpa e cappotto, che abbiamo iniziato a pensare che l’estate era comunque vicina e che sarebbe stato prezioso cogliere questa finestra di maggior libertà per pensarci come servizio in un modo diverso, più vicino alle richieste delle famiglie, più attento alla dimensione sociale e relazionale tanto danneggiata dall’avvento del covid.

Abbiamo deciso di sfruttare l’attesa e di sperimentarci, provando ad uscire dai confini tradizionali dell’ambulatorio e di progettare un percorso outdoor che abbiamo chiamato “Mamme in giardino”.

Abbiamo individuato uno spazio esterno, un piccolo giardino vicino al Consultorio, ben ombreggiato e curato che ci è stato messo a disposizione dell’amministrazione comunale. Abbiamo richiesto le autorizzazioni ai nostri Responsabili che hanno dato fiducia al nostro desiderio di innovazione.

Abbiamo invitato una decina di mamme con i loro bambini e, finalmente, dagli inizi di giugno ci siamo ritrovate tutte insieme, mamme e operatrici, racchiuse in un  cerchio “protetto”, a debita distanza e con mascherina.

Così facendo siamo riuscite a ritrovarci, in scurezza e non più online ma in un gruppo di persone, proprio come si faceva “una volta”, in un periodo ormai allontanato dalla memoria.

È stato un ritrovarsi magico.

Abbiamo chiesto alle mamme di raccontare le loro esperienze e molte di loro hanno parlato del disagio provato in gravidanza e nel post nascita legato a questa dimensione di prigionia cautelativa, proprio in un momento in cui avrebbero desiderato condividere con il “villaggio” la bellezza della lieta notizia.

I temi proposti sono stati quelli più tradizionali del puerperio, dalla fatica del parto al rientro a casa, dalla trasformazione della coppia in famiglia, alle fantasie della maternità fino alla conciliazione e all’organizzazione del rientro al lavoro.

Il nostro percorso si è concluso con un incontro sull’alimentazione complementare tenuto dalla nutrizionista Maria Chiara Bassi e con questo passaggio abbiamo voluto sottolineare il concetto, la paura e le potenzialità del cambiamento.

In effetti, in questa bella e calda estate 2021, mentre il mondo occidentale iniziava a sperare di voltare pagina grazie alla vaccinazione di massa, sono cambiate le mamme, sono cambiati i loro bambini ma soprattutto siamo cambiate noi…e forse possiamo dirci che senza la pandemia non avremmo mai avuto il coraggio e la determinazione di osare, di andare oltre ai nostri confini, laddove la vita continua, potente e magica.

 

Di l’équipe del Consultorio di Roverbella: Michela Bonora – assistente sociale; Margherita Rasori – psicologa; Monica Zanella – ostetrica; Rosalia Di Stefano – ostetrica; Emanuela Siliprandi – ostetrica

2 Commenti
  1. In uno di questi incontri c’ero anch’io, non come mamma ma come nonna, attenta a sorvegliare il mio piccolino durante il gioco. Ho potuto osservare, seppur da lontano, alcuni frammenti di quel pomeriggio. Ciò che mi ha colpito di più è stato vedere come le mamme si sono mescolate alle professioniste formando un unico e omogeneo gruppo; inoltre, la complicità del contattato con la natura e l’idea di creare un cerchio ha sicuramente aiutato ad abbattere la invisibile ma profonda distanza che si prova in un colloquio altrove. Si percepiva anche a dovuta distanza il loro interesse, la loro partecipazione, il loro successo e da donna mamma prima e nonna adesso, posso solo che essere felice per questa bellissima iniziativa. Complimenti!

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