Familiari al letto del paziente con la Terapia Intensiva ‘aperta’

Si punta sull’umanizzazione del reparto, in Parlamento un disegno di legge

Di Gian Paolo Castelli
Direttore Anestesia e Rianimazione Mantova ASST

 

La struttura complessa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Mantova pone particolare attenzione all’umanizzazione dell’assistenza.

È stata introdotta da tempo la possibilità da parte dei familiari di far visita ai pazienti al di fuori dell’orario standardizzato (tutti i giorni 8.30-19.30), ovvero con flessibilità oraria adattata caso per caso, che nasce una definizione collettiva tra paziente, parenti e curanti, tenendo conto delle esigenze specifiche dell’assistito: tale opportunità viene offerta specialmente quando le relazioni tra paziente e familiari diventano parte integrante del percorso di cura. Questa scelta è in linea con la letteratura scientifica che la identifica come un’opportunità per potenziare e rendere più efficace l’intervento terapeutico.

In merito alla tematica delle Terapie Intensive aperte, In Italia si registra un vuoto legislativo, che si è tentato di colmare con la proposta di legge del 2013 ‘Disposizioni concernenti la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta’, attualmente in fase di discussione in Parlamento.

Il provvedimento si propone di disciplinare la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta nel senso indicato dal Comitato nazionale di bioetica. L’obiettivo è quello di ampliare lo spazio quotidiano di visita in tali reparti e, nel contempo, di innalzare la qualità delle relazioni fra operatori medici e professionali, pazienti e parenti.

“La questione dell’apertura dei reparti di terapia intensiva – si legge nel testo del disegno di legge – si inserisce nella delicata tematica dei diritti del malato e della considerazione di quest’ultimo come soggetto che, anche nello stato di malattia, deve essere posto in condizione di mantenere la propria dignità di essere umano”. E ancora: “L’esigenza di andare a colmare il vuoto legislativo su questi temi nasce dal sempre più sentito bisogno di dare valore a tutta la sfera relazionale e affettiva che inevitabilmente si interseca con la pratica della medicina, in particolar modo quando si ha a che fare con le problematiche connesse all’assistenza ai pazienti critici ricoverati in reparti di cure intensive. Le sempre più numerose richieste indirizzate nel senso di prevedere la possibilità per le famiglie di questi degenti di essere ammesse a visite più frequenti e prolungate nei suddetti reparti per fornire il loro supporto al parente malato, dimostrano come nella società i tempi siano maturi per affrontare, anche da un punto di vista normativo, queste tematiche”.

Siaarti (Società italiana di Rianimazione e Terapia Intensiva) ha accolto favorevolmente l’iniziativa legislativa. “In Europa – ha dichiarato il presidente Massimo Antonelli – sono più avanti di noi e dobbiamo offrire le stesse opportunità anche ai cittadini italiani. Basti pensare che in Svezia il 70 per cento delle Terapie Intensive è aperto e che in Gran Bretagna il 20 per cento dei reparti non pone limiti alle visite lungo le 24 ore. Nel nostro Paese, invece, solo il 2 per cento dei reparti di Terapia Intensiva è aperto (mentre solo 5 anni fa era lo 0.4 per cento) anche se il quadro migliora per le Terapie Intensive pediatriche dove i familiari possono stare vicino ai loro bambini per circa 5 ore al giorno”.

La Rianimazione Generale dell’ospedale di Mantova è strutturata in due sezioni open space: Rianimazione Polivalente  e Terapia Intensiva Postoperatoria per 12 posti letto attivi. Nel 2017 sono stati trattati 1162 pazienti con un incremento del 7,8 per cento delle prestazioni eseguite rispetto all’anno precedente.

 

Nella fotografia l’Anestesia e Rianimazione del Poma
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