Accanto al malato in hospice o a domicilio: il volto umano dell’associazione Maria Bianchi

I volontari operano in sinergia con il personale sanitario,
sotto la supervisione dello psicologo

di Bianca Beltrame
presidente Associazione Maria Bianchi

 

Siamo un piccolo gruppo di persone che hanno scelto, alcuni da più di 20 anni, di offrire gesti di aiuto ad altre persone che vivono un periodo difficile per malattia, facendo compagnia, ascoltando, facilitando semplici azioni, accogliendo e condividendo emozioni  e sentimenti, stando, semplicemente, accanto. Facciamo parte dell’Associazione Maria Bianchi di Mantova, nata nel 1989 come costola dell’omonima associazione di Suzzara, e operiamo a domicilio e in hospice con l’obiettivo di consentire alla persona malata di non restare sola nei difficili momenti che sta attraversando; ciò rassicura anche i famigliari il cui ascolto è importante, perché, quando una malattia si prolunga nel tempo, creando sofferenza, il compito dei famigliari si fa impegnativo.

I volontari possono incontrare la persona malata durante il suo ricovero in hospice e continuare a seguirla a domicilio o viceversa al fine di garantire continuità ai rapporti, cosa che dà sicurezza al malato e alla famiglia e offre ai volontari la possibilità di costruire rapporti significativi. Sia a domicilio che in hospice il volontario, sempre con rispetto e delicatezza, aiuta ad esempio il malato a trascorrere il tempo giocando a carte, leggendogli un quotidiano, sostenendolo nei suoi hobbies, accompagnandolo a fare una passeggiata e piccole commissioni, trasmettendogli notizie locali, conversando, ascoltando timori, ansie, preoccupazioni, rimpianti, proteste, ma anche storie di vita ricche di esperienze, di avventure, di passioni, di interessi.

Sia  a domicilio che in hospice il volontario si rapporta regolarmente con il personale dei servizi – l’assistente sociale, gli Infermieri, gli operatori, il fisioterapista, lo psicologo – sia in modo diretto, riferendo proprie osservazioni, che tenendo in considerazione le indicazioni di comportamento ricevute da queste figure. Il volontario aiuta a riempire una parte del vuoto della giornata fra un intervento di cura e l’altro da parte del personale addetto; può anche accadere che il malato, se anziano, venga trasferito in struttura geriatrica: anche in questo caso i volontari continuano a fargli visita.

Il nostro è un volontariato impegnativo che richiede maturità emotiva ed equilibrio piscologico. L’uso di alcune tecniche di comunicazione comporta la partecipazione a corsi e la supervisione costante dello psicologo al fine di essere preparati a vedere sempre, al di là della malattia, le persone e i valori che rappresentano.

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