Un nuovo modo di essere medico e una nuova idea della medicina

Serve un adeguamento ai cambiamenti della società, ma è fondamentale che sia mantenuto il rapporto di fiducia con il paziente

Di Stefano Bernardelli
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Mantova

 

Il Sistema Sanitario Inglese (NHS) in collaborazione con una Società Informatica sta sperimentando Babylon Health, una  piattaforma che eroga consulti automatizzati e video-visite nel distretto di North London (26.000 residenti). Questa applicazione permette ad un medico di dialogare con un paziente attraverso una videochiamata, di interpretare correttamente il linguaggio naturale del paziente, di analizzare i sintomi dichiarati, di leggere le espressioni del volto e di fornire una diagnosi indicando una cura farmacologica.

Per usare l’app, a carico del NHS, il paziente deve rinunciare al proprio medico; il NHS paga 60 sterline per ogni accesso e 90.000 sterline annue sono erogate a ogni medico occupato nella rete di studi della startup. Il medico trasformato in una sorta di operatore di call center? Un nuovo modo di lavorare nella sanità? Un nuovo rapporto tra medico e paziente? Sicuramente “il medico” si trova al centro di una mutazione professionale: il suo status, il suo ruolo, le sue funzioni stanno cambiando.

L’esercizio della professione medica ha comportato sempre e comporta tutt’ora un doppio livello di  problemi che sono tra loro inseparabili: “l’essere medico”, che vuol dire avere una preparazione scientifica, titoli ed esperienze, necessariamente aggiornabili, in ragione dei progressi scientifici della medicina; “il come essere medico”, che vuol dire le modalità attraverso le quali la professione viene esercitata in rapporto a contesti, sfondi, società che mutano; si può essere medico aggiornando il sapere scientifico, ma occorre cambiare il modo di essere medico se cambia la società in cui si vive.

In questo caso il professionista deve ridefinirsi. Come dice giustamente Ivan Cavicchi nelle sue “100 tesi per discutere il medico del futuro” (2018) “nel momento in cui il ruolo storico è ridimensionato, ma non ridefinito, nasce la questione medica”. Non esiste una causa della “questione medica”, ma tanti fattori concomitanti:

  • il medico è fortemente condizionato dalla struttura economica (problemi finanziari, problemi di compatibilità, politiche fiscali). Le ragioni dell’economia condizionano la medicina e quindi i comportamenti professionali;
  • la cura non è più delegata al medico su base fiduciaria, ma diventa una questione contrattuale, nella quale il malato rivendica la sua conoscenza esperienziale;
  • nel momento in cui la Sanità diventa un problema di sostenibilità economica, il medico diventa controparte nella razionalizzazione e nel definanziamento. La sua autonomia viene subordinata alla disponibilità dei mezzi e delle risorse assegnate;
  • i giovani medici continuano ad essere formati con vecchi paradigmi nozionistici, sulla base di vecchie logiche scientiste;
  • alla regressione causata dalla società che cambia, si aggiunge la regressività causata da una scienza medica, che pur progredendo nelle scoperte scientifiche, resta ancorata ad una idea di scienza vecchia.

Dobbiamo definire un’altra Medicina e quindi un altro Medico. La scelta di convocare gli Stati Generali da parte del Presidente FNOMCeO Filippo Anelli è necessaria nell’analisi e nella lettura dei problemi della  professione, nella ricerca delle soluzioni necessarie, nelle modalità attraverso le quali la professione si pone nei confronti del mondo con il quale intende rapportarsi in modo autonomo dialettico e costruttivo.

La deontologia è la regola di autogoverno della professione e in quanto tale è la base a partire dalla quale si predefiniranno i postulati e i presupposti dai quali dovranno partire le proposte che si rivolgeranno alla società, al governo nei suoi vari livelli, al mondo della scienza e al mondo del lavoro. Abbiamo iniziato come presidenti di Ordini dei Medici questo difficile e lungo cammino perché, come dice Anelli “nessun robot e nessun algoritmo potrà sostituire il medico nel suo rapporto di fiducia e collaborazione col paziente”.

 

Nella fotografia la presentazione del polo ATS per la formazione dei medici di medicina generale