Neuropsichiatria Infantile: nell’uovo di Pasqua ci sarà AbeoHub

Via ai lavori, che dovrebbero concludersi a marzo. Il presidente Vanni Corghi: “Raggiunto un obiettivo cruciale per ASST. Abeo? È la mia vita”

di Elena Miglioli
Direttore Mantova Salute

 

AbeoHub, il nuovo padiglione di accoglienza della Neuropsichiatria infantile di viale Piave, diventa realtà. Il 12 luglio è stata posata la prima pietra di questa struttura, fortemente voluta da Abeo, l’Associazione Bambino Emopatico Oncologico sempre a fianco di ASST per sostenere i piccoli pazienti e i loro familiari. Il presidente Vanni Corghi è molto orgoglioso di questo progetto, che si aggiunge a una serie di spazi ludici già realizzati in azienda: al Carlo Poma, l’AbeoBolla in Pediatria l’AbeoAttesa in Neuropsichiatria infantile; ad Asola l’AbeoNave; a Pieve di Coriano l’AbeoGioco. I lavori, in partenza ad agosto, dovrebbero concludersi nel giro di otto mesi.

 

Presidente, quando sarà inaugurata AbeoHub?
Entro Pasqua contiamo di terminare l’intervento. Il montaggio della struttura avverrà tra ottobre e novembre, la posa della copertura del tetto tra novembre e dicembre. Finitura dei serramenti, arredi e sistemazione del giardino tra gennaio e febbraio 2020. Il taglio del nastro a marzo. Il progetto definitivo era stato presentato a fine dello scorso anno da Abeo, affiancata dall’Asst e dal Comune. Ora vediamo i frutti.

Un risultato molto significativo. Quale sarà la sua funzione?
È concepita come uno spazio per migliorare l’accoglienza di bambini e famiglie, ma anche come un’area a disposizione di altre associazioni convenzionate con Asst. Un catalizzatore per la città e la comunità dei volontari. Un luogo dove rendere piacevole l’attesa, darsi appuntamento e scambiarsi informazioni. Il padiglione sarà costruito con materiali leggeri e moderne tecnologie per un dispendio minimo di energia e risorse. Raggiungere questo obiettivo è molto importante, perché è  un po’ come chiudere il cerchio: Abeo è intervenuta sui principali presidi di ASST.

Un’associazione sempre molto ambiziosa, la vostra, anche per lo sforzo economico che i progetti messi in campo richiedono.
Il progetto è stato realizzato da Studio PdA di Mantova con una previsione di spesa di circa 400mila euro. Una cifra considerevole. Abbiamo ricevuto 60mila euro in donazioni dai cittadini, 20mila euro dalla campagna di raccolta fondi della prima parte, 150mila da Fondazione Cariplo. Ora parteciperemo ad altri bandi. Siamo fortunati, perché la comunità ci è molto vicina e ci aiuta. All’orizzonte c’è già un’altra iniziativa piuttosto complessa, di cui non posso ancora parlare, ma sempre legata all’area Materno-Infantile e ipotizzata per il 2021.

Alla generosità della comunità, si aggiungono però competenze e buona organizzazione per riuscire in imprese così impegnative…
Abeo è un incrocio tra un’impresa sociale, un’associazione di volontariato e una piccola azienda. Questa impostazione deriva dalla mia esperienza precedente di imprenditore. Ho cercato di trasferire la mia professionalità e il modo di fare azienda ad Abeo e ai miei collaboratori. Questo approccio è un valore aggiunto per il funzionamento della nostra capillare attività. Abeo Mantova, e prima ancora Abeo Verona, nascono dalla mia storia personale. Le ho fondate negli anni ’90 per aiutare mio figlio, che si era ammalato di leucemia. Ora è un ragazzone di 34 anni ed è completamente guarito. La storia della mia famiglia è la stessa di tante altre famiglie, che hanno bisogno di noi. 

Che cos’è Abeo per te?
Abeo è una mia creatura. È la mia vita. Per dedicarmi a questo mondo ho venduto l’azienda che dirigevo nel 1999: i miei valori erano cambiati, il profitto non mi interessava più dopo la vicenda di mio figlio. Tutto quello che ho imparato nella vita l’ho portato nell’associazione, che guido dal 1995 e che oggi conta oltre 100 volontari e 400 soci. Ma bisogna pensare a dare continuità a questa straordinaria avventura. Vorrei lasciare in eredità ai giovani collaboratori e volontari del mio gruppo, che già lavorano con grande entusiasmo e mettendoci il cuore, anche la cultura imprenditoriale, marcia in più dei nostri progetti. Magari chi mi succederà assorbirà anche qualche mio difetto, oltre ai pregi!

 

Nella fotografia un rendering del progetto