Metastasi polmonari, il Registro Nazionale istituito al Poma fa scuola in Cina

Il primario Giovanni Muriana: “Terapia laser d’eccellenza, approccio multidisciplinare e linee guide standardizzate possono fare  la differenza”

La Chirurgia Toracica del Carlo Poma vanta un’eccellenza nel trattamento delle metastasi polmonari, grazie all’impiego di tecniche mininvasive e in particolare di un laser di ultima generazione. Non solo. Nel 2009, i professionisti dell’équipe guidata da Giovanni Muriana, hanno istituito il primo Registro Nazionale delle metastasi polmonari. Questa iniziativa è stata illustrata a fine luglio da Muriana, in qualità di presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica, al Beijing International Forum of Thoracic Surgery di Pechino, un forum che ha permesso di gettare le basi di un protocollo d’intesa Cina-Italia per lo scambio di competenze e professionisti. Punto di riferimento il Carlo Poma. Il direttore della struttura di Chirurgia Toracica del Poma approfondisce la tematica.

 

Quali sono i vantaggi del Registro Nazionale metastasi polmonari che avete fondato?
Questa iniziativa ci ha permesso di stabilire linee guida e criteri standardizzati per affrontare il trattamento delle metastasi polmonari. È previsto un approccio multidisciplinare, che vede la discussione collegiale dei casi da parte di chirurgo, oncologo, radioterapista, radiologo. In 10 anni il registro, attualmente tenuto dalla Società Italiana di Chirurgia Toracica, ha raccolto 1.800 casi di pazienti provenienti da 40 centri di chirurgia toracica. I colleghi cinesi vorrebbero replicare questa esperienza. Noi abbiamo competenze e metodo, loro si distinguono per la numerosità impressionante della casistica e per l’altissima tecnologia a disposizione.

Anche il Carlo Poma, però, può contare su un laser top di gamma?
Sì, uno strumento acquisito pochi anni fa per dare impulso all’intensa attività generata anche a seguito dell’istituzione del registro. Gli specialisti raggiungono il Poma da varie strutture sanitarie italiane e straniere per formarsi. Nel Nord Italia, infatti, solo il 50 per cento dei centri dispone di un laser. Questo tipo di approccio consente la massima precisione nella resezione delle metastasi, salvaguardando il tessuto polmonare.

La chirurga è indicata per tutti i pazienti con metastasi polmonare?
No, si tratta di una terapia selettiva, a cui si ricorre solo per alcuni tipi di cancro primitivo e con il concorso di tre fattori: tumore primitivo controllato; assenza di altre metastasi oltre a quella polmonare; numero di formazioni metastatiche non superiore a dieci. Per alcune tipologie di tumore primitivo in metastasi polmonare – ad esempio dal rene, dal colon, il sarcoma – la sopravvivenza a cinque anni, dopo l’intervento e con l’eventuale integrazione di chemioterapia o radioterapia, supera il 50 per cento.

Qual è l’incidenza di queste metastasi?
Il polmone è la sede più frequente di metastasi, seguito dal fegato e dalle ossa. Si tratta di organi filtro. Il 30 per cento delle persone colpite dal cancro sviluppano metastasi. Una fase avanzata della malattia, che però non ci impedisce di ottenere buoni risultati, grazie ai progressi scientifici, ottenuti soprattutto negli ultimi vent’anni.