L’Ospedal Grande nell’età delle riforme

Alla fine del ‘700 il rettore propose una riforma che prevedeva l’istituzione del direttore sanitario e di adottare un antidotario ufficiale per la prescrizione dei farmaci

di Gilberto Roccabianca 
storico locale

 

Nel 1790 morì l’imperatore Giuseppe II e gli succedette il fratello Leopoldo, granduca di Toscana. Nel suo viaggio verso Vienna il nuovo Arciduca d’Austria sostò a Mantova e visitò l’Ospedal Grande, constatandone le difficili condizioni operative. Leopoldo stesso sollecitò il rettore Micheli ad inviargli una relazione con le sue proposte per risolvere i problemi dell’ospedale.

All’epoca l’ospedale ospitava 1500 malati e assisteva 600 esposti all’anno. Nonostante il governo avesse aumentato il patrimonio dell’ente, le entrate erano insufficienti e i debiti aumentavano ogni anno. Nella sua relazione il rettore proponeva di scorporare la gestione degli esposti specializzando l’attività dell’ospedale nella sola assistenza agli infermi.

Facendo uscire dall’ospedale i trovatelli si sarebbero liberati i due grandi locali che li ospitavano e aumentata la disponibilità di posti-letto per gli infermi. I maggiori costi dovuti all’aumento dei ricoveri si sarebbero potuti coprire utilizzando una parte degli ingenti fondi che il governo aveva acquisito negli ultimi anni incamerando i beni di un buon numero di conventi soppressi.

Il rettore aveva a cuore anche il miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza alberghiera ai ricoverati. Suggeriva, quindi, di istituire la figura del Direttore Sanitario con funzioni di indirizzo e controllo sull’attività di medici e chirurghi e di adottare un Antidotario ufficiale comprendente rimedi e formulazioni di provata efficacia al quale avrebbero dovuto attenersi i medici nel prescrivere i farmaci.

La  relazione Micheli sarà presa in considerazione solo nel 1794 con l’istituzione di una commissione di cui faceva parte lo stesso rettore. La commissione concluse i suoi lavori nella primavera del 1795 e inviò le sue proposte alla corte di Vienna per l’approvazione.

Il laborioso progetto di riforma, tuttavia, non poté mai realizzarsi perché la Grande Storia travolse Mantova e l’ospedale nel 1796-97, quando Napoleone scese in Italia con il suo esercito, cacciò gli austriaci dalla Lombardia e da Mantova e diede vita ad una nuova realtà politica: la Repubblica  Cisalpina.

 

Nell’immagine la cacciata degli austriaci, 1797

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