La fede, la voglia di combattere e superare gli ostacoli della vita

Salvatore, paziente di 46 anni, proveniente dall’Oncologia di Mantova con una neoplasia polmonare e linfonodi mediastinici. Entra nel mese di aprile 2016 in hospice, nato in provincia di Napoli, orfano e cresciuto presso un istituto dai Salesiani. Qui segue un progetto educativo all’interno della scuola, con regole ben precise: educazione sulla ragione, come trovare il coraggio di affrontare i problemi senza paure e controllare il suo stato emotivo; educazione sulla religione, soprattutto impara a come orientarsi sulla profondità della vita e sui suoi valori, quello che è l’amore, il calore umano, insomma il piano affettivo, “dare e ricevere” e il controllo delle proprie reazioni.

Dopo tutte queste attività sulla disciplina, moralità e studio, prova anche il lavoro. Si dedica a lavoretti semplici e anche più pesanti. Nella sua storia di vita racconta anche di essersi innamorato di una ragazza napoletana di nome Rosaria, capelli neri lunghi, occhi neri, ma i genitori di lei non vogliono e le proibiscono di vederlo. Rosaria si ammala cade in una brutta depressione e si suicida. Saverio soffre di questo gesto, è stata l’unica volta in cui si è innamorato veramente.

All’età di 16 anni è già vagabondo, cresce con i suoi valori e principi, diventando molto credente e cattolico. Comincia a dormire sotto i ponti, per strada, alla fine si stabilizza in una stazione dentro un vagone abbandonato. Dice di non bere, di non fumare e non drogarsi. Vive così, alla giornata senza fissa dimora. Durante la sua crescita decide di fare un percorso spirituale andando a Santiago, Nazaret, Medugorje. Odia stare in posti chiusi e tende a camminare tanto e sempre solo.

Si ammala, l’intervento dei nostri assistenti sociali lo fa arrivare qui da noi. Sa della diagnosi, ma non della prognosi, l’unica cosa che dice è quella di affidarsi a Dio, sarà lui a prendere la decisione del suo futuro.

Salvatore in hospice si stabilizza, quindi rimane autonomo in tutto come all’ingresso, solamente impostando una terapia valida. Successivamente verrà trasferito a Padova (dove era stato residente in passato) in una struttura si accoglienza dove lui non vorrebbe andare, ma che è l’unica soluzione in attesa di ulteriori cambiamenti. Questa è la storia bellissima di Salvatore, ricca di fede, voglia di combattere e riuscire a superare tutti gli scogli possibili che ti riserva la vita.

 

Eva Bernini, operatore socio sanitario